La enseñanza de las artes plásticas

La enseñanza que no fomenta el aprendizaje tiene el mismo sentido que la venta que no fomenta la compra.

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Más de uno piensa que el arte no se puede enseñar y que sólo se puede “captar”. Otros creen que aunque se pudiera enseñar, no se debería hacer. Intentar enseñar arte es arriesgarse a sofocar la creatividad de los estudiantes, bloquear su imaginación, frustrar su expresión personal. En las artes los estudiantes necesitan apoyo, materiales con los que trabajar y libertad para poder explorar por su cuenta.

 

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Sin embargo el reto de los enseñantes no es no hacer nada, sino actuar de forma que refuercen el pensamiento de los estudiantes. Reforzar el pensamiento, fomentar la competencia en el campo, aumentar la inteligencia y la aptitud no es el producto de ninguna fórmula. La enseñanza, al igual que el conocimiento, no se puede expedir, embutir o transmitir como el contenido de una carta en la cabeza de los estudiantes. En cierto sentido los enseñantes no pueden hacer más que ruidos en el entorno.

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El enseñante diseña entornos compuestos de situaciones que él y los estudiantes construyen conjuntamente. El enseñante debe actuar como un diseñador ambiental que fomente el deseo de aprender en un grupo de estudiantes concreto. El estudiante siempre media y modifica lo que se le transmite.

El diseño de estas situaciones puede adoptar muchas formas. Los diseños se deben poner en práctica y la manera de hacerlo por parte de un enseñante tienen una importancia fundamental. La componente de improvisación es vital.

Un buen lugar por donde empezar es comprender cómo se refina el talento artístico en las artes. Cuando aquí hablo de talento artístico me refiero a una forma de práctica basada en la imaginación que aplica la técnica para seleccionar y organizar cualidades expresivas con el fin de alcanzar unos fines estéticamente satisfactorios. (E.Eisner).

Así pues, el arte o talento artístico así entendido – es decir, la realización artística de una práctica- mejora cuando los artistas de esa práctica aprenden a ver y a reflexionar sobre lo que han creado.

Eva Martínez Olalla. Artista,  docente y Fundadora de ARTivación.

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10 lecciones que las Artes nos enseñan – por Elliot Eisner

1. Las Artes enseñan a los niños a tomar buenas decisiones sobre relaciones cualitativas.
A diferencia de la mayor parte del currículum en el que las respuestas correctas y reglas prevalecen, en las Artes el juicio y opinión prevalecen sobre las reglas.
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Gravedad distorsionada – S. Dalí

2. Las Artes enseñan a los niños que los problemas pueden tener más de una solución y que las preguntas pueden tener más de una respuesta.
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Puerta Casa Milà, Barcelona – A. Gaudí

 
3. Las Artes muestran múltiples perspectivas. 
Una de sus grandes lecciones es que hay muchas maneras de ver e interpretar el mundo.
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Surrealismo

4. Las Artes enseñan a los niños que en las complejas formas de resolver problemas rara vez hay una única solución, sino que cambian según las circunstancias y la oportunidad. El aprendizaje de las Artes requiere la capacidad y la voluntad de entregarse a las inesperadas posibilidades del trabajo que desarrollan.
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Relativity – Escher

5. Las Artes hacen visible el hecho de que ni las palabras en su forma literal ni los números nos muestran todo lo que podemos saber.
Los límites de nuestro lenguaje no definen los límites de nuestro conocimiento .
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Misterio y melancolía de una calle – De Chirico

6. Las Artes enseñan a los estudiantes que pequeñas diferencias pueden crear grandes efectos. 
Las Artes viven de las sutilezas.
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Le Blanc-Seing – Magritte

7. Las Artes enseñan a los estudiantes a pensar a través de y con lo material. 
Toda forma de Arte emplea algún medio a través del cual las imágenes se convierten en realidad.
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Antoni Tapiès

8. Las Artes ayudan a los niños a aprender a decir lo que no pueden decir.
Cuando a los niños se les pide expresar lo que una obra de Arte les hace sentir, desarrollan sus capacidades poéticas para encontrar las palabras adecuadas.
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9. Las Artes permiten experiencias que no se pueden adquirir a través de otras fuentes
Y a través de esas experiencias las Artes permiten descubrir la amplitud y variedad de lo que somos capaces de sentir.
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10. La posición de las Artes en el currículum escolar simboliza para los jóvenes lo que los adultos creen que es importante.
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Arte y literatura – Loren Entz

FUENTE: Eisner , E. ( 2002 ) . “Artes y creación de la mente”, Capítulo 4 , Lo que las artes enseñan y cómo se muestra. (págs. 70-92 ). 

Eva Martínez Olalla. Artista,  docente y Fundadora de ARTivación.

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Disegno e bambini: appunti sul Metodo Montessori.

 

In questo articolo cerco di riassumere alcune mie ricerche nel campo dell’insegnamento del disegno ai bambini. Mi rendo conto, anche a partire della mia propria esperienza come allieva, che potrebbero essere applicate in un intorno adulto se messo nell’ambiente e predisposizione alla libertà e al fare senza aspettarsi un giudizio.

Parleremo del DISEGNO COPIATIVO o quello di DECORAZIONE e parleremo del DISEGNO CREATIVO, come due approcci diversi all’attività di disegnare. Questo testo prende spunto del metodo Montessori che, insieme al metodo Steiner della scuola antroposofica, sono due dei miei riferimenti per i laboratori d’Arte che propongo ai ragazzi di scuola elementare.

Il DISEGNO COPIATIVO o quello di DECORAZIONE

E’ ispirato direttamente delle cose viste.

Si parte dell’azione di copiare le forme geometriche da un album utilizzando il righello, il compasso e seguendo le indicazione scritte accanto a ogni figura. E’ così che i bambini apprendono molte particolarità relative alle forme geometriche: lati, angoli basi, centri, mediane, raggi, diametri, settori, segmenti, diagonali, apoteme, circonferenze, perimetri, ecc.

Questo tipo di disegno viene fatto sui fogli bianchi.

In una seconda fase si riproduce la forma geometrica in un altro tipo di carta colorata utilizzando inchiostri di ogni colore e con porporina oro e argento. Su queste nuove forme si applicano decorazioni fatte a penna o acquerello. Il motivo decorativo è scelto o inventato dai bambini. A nutrire l’immaginazione estetica del bambino serve l’osservazione diretta della natura (fiori e loro parti, polline, foglie, sezioni di stelli osservati a microscopio, semi di piante, conchiglie, insetti, ecc). Inoltre essi hanno a disposizione disegni artistici, collezioni di fotografie riproducenti opere d’arte, e i famosi album di Haeckel: “Le forme artistiche della natura” che tanto interessano e incantano i fanciulli.

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Il disegno occupa per molte ore il fanciullo: tanto che si coglie questo tempo per le letture, e quasi tutta la storia è appresa durante questo mite lavoro di copia o di semplice decorazione, così adatto alla concentrazione del pensiero.

Questo tipo di disegno copiativo e di decorazione ispirato direttamente nelle cose viste; la scelta dei colori per la riempitura di figure geometriche o per piccoli e semplici disegni che servono a rilevare il centro o un lato della figura: l’atto meccanico di stemperare un colore, di sciogliere la porporina, o di confrontare una serie d’inchiostri, quello di temperare un lapis, di orientare un foglio di carta, di determinare per tentativi l’apertura di un compasso, è tutto un complesso lavoro di pazienza, di esattezza, ma che non richiede grande concentrazione intellettuale. Esso è perciò un lavoro di costanza più che d’ispirazione, dove la facoltà dell’osservazione di ogni particolare per una riproduzione esatta ordina e riposa la mente, più che metterla in moto per i suoi lavori associativi e creativi. L’individuo è incatenato dalle mani, più che dalla mente: ma anche la mente è trattenuta da queste occupazioni in modo ch’essa non può partire pel mondo dei sogni.

Sono riunione tranquille di lavoro, dove i fanciulli occupano solo una parte di sé ma tendono l’altra parte verso qualche altra cosa. Allora questo è il tempo scelto per favoleggiare, per ricrearsi in letture amene, è il tempo delle audizioni di lettura di ogni genere.

I bambini prendono un interesse profondo alla lettura: ciascuno occupato insieme del proprio disegno e dei fatti che si descrivono, sembra generalmente che trovi nell’una occupazione l’energia per perfezionare l’altra. L’attenzione meccanicamente data al disegno, trattiene la mente della fantasticheria e la rende capace di assorbire completamente la lettura: d’altro lato il piacere che infiltrarsi a poco a poco in tutta l’anima per la lettura sembra dare nuova energia alla mano e all’occhio: le linee diventano esattissime, il colorito delle figure si raffina.

DISEGNI CREATIVI

Durante la composizione di un disegno creativo, come durante il disegno dal vero, il bambino è profondamente e totalmente concentrato: tutta la sua intelligenza è presa, e sarebbe incompatibile, durante tal genere di disegno, ogni lettura istruttiva.

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imageIl metodo Montessori utilizza degli incastri geometriche che sono in rapporti tra di loro e si prestano a bellissime combinazioni, che poi i bambini delineano sopra un foglio di carta. Questi incartri talvolta riproducono alcune decorazioni classiche che si ammirano nelle grande opere classiche italiane, come in quelle di Giotto nell’arte fiorentina. Allora quando i bambini cerano di riprodurre con gli incastri le decorazioni classiche della collezione di fotografie, sono portati a una osservazione minuziosa, che si può considerare come un vero studio artistico. I rapporti tra le proporzioni delle varie figure sono da essi gustati in modo che l’occhio si forma ad apprezzare l’armonia.

 

 

Un godimento superiore come quello estetico comincia così fin dall’infanzia a trattenere le anime nei livelli più nobili e più alti.

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DISEGNO LIBERO – DISEGNO DAL VERO

Tutti i precedenti esercizi sono ‘formativi’ per l’arte del disegno: eseguire un disegno geometrico, la preparazione all’occhio di apprezzare le armoniche proporzioni tra figure geometriche, l’abitudine ad osservare minutamente gli oggetti naturali.

Si può dire che il metodo che educa insieme l’occhio e la mano e abituando ad osservare e ad eseguire i lavori con grande costanza, prepara i mezzi meccanici per il disegno; mentre l’anima lasciata libera di elevarsi e di creare è pronta a produrre.

E’ formando l’individuo che lo si prepara a quella manifestazione meravigliosa dell’anima umana, che è il disegno. Saper vedere il vero nelle forme dei colori nelle proporzioni. L’ispirazione poi è cosa individuale. Solo la formazione dei meccanismi e la libertà dello spirito possono portare a tanto, ovvero lasciandoli liberi nel misterioso e divino lavoro di riprodurre le cose attraverso il proprio sentimento.

Il disegnare diventa allora un bisogno di espressione come il parlare, quasi ogni idea cerca di esprimersi nel disegno: e lo sforzo nel perfezionare tale espressione è del tutto simile a quello che fa il bambino per perfezionare il proprio linguaggio per vedere tradotto nella realtà il pensiero della mente. Questo sforzo è spontaneo; e il vero maestro di disegno sta nella vita interiore che si svolge, si affina e cerca poi irresistibilmente di nascere e di esistere al di fuori con qualche opera esteriore.

Si comincia ad avere il disegno libero quando si ha un fanciullo libero, libero di creare e di esprimere.

La preparazione sensoriale e manuale al disegno non è che un alfabeto; ma senz’esso il bambino è un analfabeta che non può esprimersi.

Tutte le espressioni psichiche acquistano valore quando acquista valore la personalità interiore con lo svolgersi dei processi formativi.

 Bisogna dare un occhio che veda, una mano che obbedisca, un’anima che mediti, per dare il disegno: e in ciò deve concorrere tutta la vita. Ecco perché è con la vita stessa che ci si prepara al disegno; ma fatto questo è la scintilla interna che fa il resto.

I nostri bambini nella loro formazione in rapporto al disegno sono “osservatori” del vero, sapendo nel vero rilevare le forme e i colori.

Ciò che ha portato un notevole aiuto al disegno è stato lo studio delle scienze naturali. Analizzare gli elementi di cui è composto per esempio un fiore, lo stelo, le foglie, i petali, gli stami, il pistillo portano in modo naturale all’ingresso in due espressioni: disegno e composizione, un gioioso ingresso nei recessi della scienza.

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In questo caso, i bambini analizzando alcuni elementi della natura anche al microscopio a piccolo ingrandimento, disegnavano tutto ciò che vedevano. Il disegno sembrava essere il naturale compimento delle loro osservazioni.