Cómo se produce el aprendizaje artístico

El aprendizaje artístico aborda el desarrollo de las capacidades para crear formas artísticas, para la percepción estética y para comprender el arte como fenómeno cultural. 
La percepción es la capacidad de percibir relaciones y se va desarrollando a medida que el niño crece y no es una consecuencia automática de la madurez sino depende del tipo de experiencias que las personas tienen. Por lo tanto podemos señalar como importante el tipo de contextos donde se desarrolla el aprendizaje de los niños. La percepción aumenta a medida que aumenta la experiencia en esa área. El mundo visual es complejo y debemos conocer para comprender lo que estamos viendo.


El profesor e investigador Elliot Eisner establece tres características de la percepción:
  • Constancias visuales: que son útiles para la vida cotidiana ya que nos sirven para organizar lo que vemos pero interfieren en nuestra percepción estética del mundo y por lo tanto a nuestras estructuras de referencia.
  • Estructuras de referencia: son esteriotipos y determinan lo que vemos, crean moldes, tienden a las generalidades y no a las particularidades del objeto que percibimos.
  • Proceso de centralización: es decir cuando nos centramos en un solo aspecto del mundo visual, en las formas concretas sin relacionar dicho aspecto con uno mayor.

Las artes son consideradas un área donde se desarrolla la capacidad de ver las relaciones visuales complejas, es decir una visión contextual en lugar de una visión focal.

Para explicar la manera en que se produce el aprendizaje artístico Eisner desarrolló tres tipos de dominios: el dominio productivo, el dominio crítico y el dominio cultural.

Dominio productivo abarca:
  • Habilidad en el tratamiento del material.
  • Habilidad de percibir cualidades del entorno y de las formas de las imágenes mentales en la medida que emergen con el material que se está trabajando.
  • Habilidad de inventar formas que satisfagan a quién las realiza.
  • Habilidad en la creación de un orden espacial, estético y capacidad expresiva.

 

Dominio crítico: para explicar este dominio se vale de diversas dimensiones que interfieren en el aprendizaje.

  • Dimensión experiencial: se trata de lo que transmite la obra, de lo que hace sentir.
  • Análisis formal: relaciones existentes entre las diversas formas individuales de la obra que constituyen una totalidad.
  • Dimensión simbólica: las obras poseen elementos, símbolos que hay que saber decodificar para su mejor comprensión.
  • Dimensión temática: es el significado subyacente en la obra, idea o sentimiento que subyace a la imagen y que es lo que quiso expresar el autor.
  • Dimensión material: selección de los materiales con se realiza la obra y que está directamente relacionada con lo que se quiere transmitir.

Dominio cultural: Eisner no hace una explicación detallada del mismo pero lo integra, en varios puntos genéricos.

  • Dimensión contextual/temporal: la obra de arte como parte de la historia, de su devenir y de la tradición artística en que esta inmersa o cómo se desvía de la misma. La función que tenía el arte en determinado contexto histórico como fenómeno cultural. Cuáles fueron los motivos y qué influencias tuvo para la sociedad.
  • Dimensión espacial: analizando los espacios geográficos  o el lugar que representa. Establecer la relación con el lugar en el que el autor lo realizó.

Autora:

Eva Martínez Olalla. Artista,  docente y Fundadora de ARTivación

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Disegno e bambini: appunti sul Metodo Montessori.

 

In questo articolo cerco di riassumere alcune mie ricerche nel campo dell’insegnamento del disegno ai bambini. Mi rendo conto, anche a partire della mia propria esperienza come allieva, che potrebbero essere applicate in un intorno adulto se messo nell’ambiente e predisposizione alla libertà e al fare senza aspettarsi un giudizio.

Parleremo del DISEGNO COPIATIVO o quello di DECORAZIONE e parleremo del DISEGNO CREATIVO, come due approcci diversi all’attività di disegnare. Questo testo prende spunto del metodo Montessori che, insieme al metodo Steiner della scuola antroposofica, sono due dei miei riferimenti per i laboratori d’Arte che propongo ai ragazzi di scuola elementare.

Il DISEGNO COPIATIVO o quello di DECORAZIONE

E’ ispirato direttamente delle cose viste.

Si parte dell’azione di copiare le forme geometriche da un album utilizzando il righello, il compasso e seguendo le indicazione scritte accanto a ogni figura. E’ così che i bambini apprendono molte particolarità relative alle forme geometriche: lati, angoli basi, centri, mediane, raggi, diametri, settori, segmenti, diagonali, apoteme, circonferenze, perimetri, ecc.

Questo tipo di disegno viene fatto sui fogli bianchi.

In una seconda fase si riproduce la forma geometrica in un altro tipo di carta colorata utilizzando inchiostri di ogni colore e con porporina oro e argento. Su queste nuove forme si applicano decorazioni fatte a penna o acquerello. Il motivo decorativo è scelto o inventato dai bambini. A nutrire l’immaginazione estetica del bambino serve l’osservazione diretta della natura (fiori e loro parti, polline, foglie, sezioni di stelli osservati a microscopio, semi di piante, conchiglie, insetti, ecc). Inoltre essi hanno a disposizione disegni artistici, collezioni di fotografie riproducenti opere d’arte, e i famosi album di Haeckel: “Le forme artistiche della natura” che tanto interessano e incantano i fanciulli.

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Il disegno occupa per molte ore il fanciullo: tanto che si coglie questo tempo per le letture, e quasi tutta la storia è appresa durante questo mite lavoro di copia o di semplice decorazione, così adatto alla concentrazione del pensiero.

Questo tipo di disegno copiativo e di decorazione ispirato direttamente nelle cose viste; la scelta dei colori per la riempitura di figure geometriche o per piccoli e semplici disegni che servono a rilevare il centro o un lato della figura: l’atto meccanico di stemperare un colore, di sciogliere la porporina, o di confrontare una serie d’inchiostri, quello di temperare un lapis, di orientare un foglio di carta, di determinare per tentativi l’apertura di un compasso, è tutto un complesso lavoro di pazienza, di esattezza, ma che non richiede grande concentrazione intellettuale. Esso è perciò un lavoro di costanza più che d’ispirazione, dove la facoltà dell’osservazione di ogni particolare per una riproduzione esatta ordina e riposa la mente, più che metterla in moto per i suoi lavori associativi e creativi. L’individuo è incatenato dalle mani, più che dalla mente: ma anche la mente è trattenuta da queste occupazioni in modo ch’essa non può partire pel mondo dei sogni.

Sono riunione tranquille di lavoro, dove i fanciulli occupano solo una parte di sé ma tendono l’altra parte verso qualche altra cosa. Allora questo è il tempo scelto per favoleggiare, per ricrearsi in letture amene, è il tempo delle audizioni di lettura di ogni genere.

I bambini prendono un interesse profondo alla lettura: ciascuno occupato insieme del proprio disegno e dei fatti che si descrivono, sembra generalmente che trovi nell’una occupazione l’energia per perfezionare l’altra. L’attenzione meccanicamente data al disegno, trattiene la mente della fantasticheria e la rende capace di assorbire completamente la lettura: d’altro lato il piacere che infiltrarsi a poco a poco in tutta l’anima per la lettura sembra dare nuova energia alla mano e all’occhio: le linee diventano esattissime, il colorito delle figure si raffina.

DISEGNI CREATIVI

Durante la composizione di un disegno creativo, come durante il disegno dal vero, il bambino è profondamente e totalmente concentrato: tutta la sua intelligenza è presa, e sarebbe incompatibile, durante tal genere di disegno, ogni lettura istruttiva.

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imageIl metodo Montessori utilizza degli incastri geometriche che sono in rapporti tra di loro e si prestano a bellissime combinazioni, che poi i bambini delineano sopra un foglio di carta. Questi incartri talvolta riproducono alcune decorazioni classiche che si ammirano nelle grande opere classiche italiane, come in quelle di Giotto nell’arte fiorentina. Allora quando i bambini cerano di riprodurre con gli incastri le decorazioni classiche della collezione di fotografie, sono portati a una osservazione minuziosa, che si può considerare come un vero studio artistico. I rapporti tra le proporzioni delle varie figure sono da essi gustati in modo che l’occhio si forma ad apprezzare l’armonia.

 

 

Un godimento superiore come quello estetico comincia così fin dall’infanzia a trattenere le anime nei livelli più nobili e più alti.

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DISEGNO LIBERO – DISEGNO DAL VERO

Tutti i precedenti esercizi sono ‘formativi’ per l’arte del disegno: eseguire un disegno geometrico, la preparazione all’occhio di apprezzare le armoniche proporzioni tra figure geometriche, l’abitudine ad osservare minutamente gli oggetti naturali.

Si può dire che il metodo che educa insieme l’occhio e la mano e abituando ad osservare e ad eseguire i lavori con grande costanza, prepara i mezzi meccanici per il disegno; mentre l’anima lasciata libera di elevarsi e di creare è pronta a produrre.

E’ formando l’individuo che lo si prepara a quella manifestazione meravigliosa dell’anima umana, che è il disegno. Saper vedere il vero nelle forme dei colori nelle proporzioni. L’ispirazione poi è cosa individuale. Solo la formazione dei meccanismi e la libertà dello spirito possono portare a tanto, ovvero lasciandoli liberi nel misterioso e divino lavoro di riprodurre le cose attraverso il proprio sentimento.

Il disegnare diventa allora un bisogno di espressione come il parlare, quasi ogni idea cerca di esprimersi nel disegno: e lo sforzo nel perfezionare tale espressione è del tutto simile a quello che fa il bambino per perfezionare il proprio linguaggio per vedere tradotto nella realtà il pensiero della mente. Questo sforzo è spontaneo; e il vero maestro di disegno sta nella vita interiore che si svolge, si affina e cerca poi irresistibilmente di nascere e di esistere al di fuori con qualche opera esteriore.

Si comincia ad avere il disegno libero quando si ha un fanciullo libero, libero di creare e di esprimere.

La preparazione sensoriale e manuale al disegno non è che un alfabeto; ma senz’esso il bambino è un analfabeta che non può esprimersi.

Tutte le espressioni psichiche acquistano valore quando acquista valore la personalità interiore con lo svolgersi dei processi formativi.

 Bisogna dare un occhio che veda, una mano che obbedisca, un’anima che mediti, per dare il disegno: e in ciò deve concorrere tutta la vita. Ecco perché è con la vita stessa che ci si prepara al disegno; ma fatto questo è la scintilla interna che fa il resto.

I nostri bambini nella loro formazione in rapporto al disegno sono “osservatori” del vero, sapendo nel vero rilevare le forme e i colori.

Ciò che ha portato un notevole aiuto al disegno è stato lo studio delle scienze naturali. Analizzare gli elementi di cui è composto per esempio un fiore, lo stelo, le foglie, i petali, gli stami, il pistillo portano in modo naturale all’ingresso in due espressioni: disegno e composizione, un gioioso ingresso nei recessi della scienza.

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In questo caso, i bambini analizzando alcuni elementi della natura anche al microscopio a piccolo ingrandimento, disegnavano tutto ciò che vedevano. Il disegno sembrava essere il naturale compimento delle loro osservazioni.